Stalinisti, Fascisti e Poltronisti

In Italia vige un tripartitismo di fatto: la gran parte dei politici, infatti, appartiene a tre grandi gruppi: gli Stalinisti, i Fascisti e i Poltronisti.

E’ ovvio, ci sono anche politici liberali, socialisti, conservatori, ma sono un’assoluta minoranza. La gran parte appartiene alle categorie di cui sopra.

Gli Stalinisti sono ben distribuiti tra destra e sinistra; sono ovviamente maggioritari nei partiti e tra i giornalisti di sinistra, ma molto ben presenti nell’ex Forza Italia, probabilmente apprezzati per le loro indubbie capacità di lotta politica. Caratteristica principale: l’attacco sistematico all’avversario di turno.

I Fascisti, dal canto loro, sono presenti soltanto nei partiti di destra, ma ben distribuiti tra le varie componenti, in quanto ci sono fascisti neri, ma anche fascisti verdi ed azzurri. Usi a slogan rozzi e semplicistici, il loro tratto distintivo non è tanto la nostalgia del ventennio, quanto il culto del Capo e l’assoluta fedeltà fino al prossimo cambio di regime.

Ma comunque il partito di maggioranza relativa, anzi assoluta, è quello dei Poltronisti. Presenti in tutti i partiti, normalmente si dichiarano di “centro”, ma possono dirsi anche di “centro-sinistra”, di “centro-destra”, di “non sono né di destra né di sinistra”. I Poltronisti governano l’Italia dal 1861, a parte alcune parentesi in cui comunque i Poltronisti non sono rimasti a bocca asciutta. La Democrazia Cristiana era la loro casa ideale (non l’unica), ma purtroppo non c’è più.

Ai Poltronisti non interessa il potere, ma il contorno: l’appellativo “Presidente”, “Ministro”, “Eccellenza”, l’autoblu con l’autista, l’ufficio con uno/a o più assistenti, l’indennità di carica, le interviste sui giornali e sulla televisione, persino la satira, perchè in fondo il Poltronista vuole sempre essere al centro dell’attenzione anche se negativa. I Poltronisti sembrano più deboli di Fascisti e Stalinisti, ma sono molto più scaltri.

Per molti aspetti sono simili ai gatti, se li mandi via da un divano vanno subito a cercarsene un altro, se possibile più comodo e più morbido.

Ecco perché bisogna stare molto molto attenti ad eleggere un Poltronista ad una qualunque poltrona. Non se ne andrà via tanto facilmente, a meno che non gli si offra un’altra poltrona altrettanto invitante.

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3 thoughts on “Stalinisti, Fascisti e Poltronisti

  1. “Per molti aspetti sono simili ai gatti, se li mandi via da un divano vanno subito a cercarsene un altro, se possibile più comodo e più morbido.”

    bellissima questa!

    ahimè, io dico che i politici per antonomasia son tutti poltronisti!

    che cosa spinge infatti un cittadino a scendere a compromessi di tutti i tipi e impelagarsi in oscure manovre, per tentare la carriera politica?? Solo sete di potere, di privilegi e di favori.
    ormai c’è una selezione avversa, percui chi è davvero onesto sta lontano dalla politica attiva, è un ambiente che presto gli diviene insopportabile.

    La mia visione sarà un tantino prosaica, ma misa che chi inizia questo mestiere lo fa unicamente per tornaconto personale. non ci stupiamo poi dei risultatiche la politica ottiene: pessimi.

  2. …. ecco cmq perchè io non voto

    perchè non me la sento di inviare poltronisti in parlamento.
    Ho provato a cercare un delegato sostenibile, ma non ho trovato. Non è colpa mia. E’ come chi non trova un partner per trombare: e che si fa? così è e così te la tieni

    Adesso poi non ti fanno neanche scegliere ilcandidato, il partito sceglie il potronista che gli pare………. e io non sono in grado di inviare un delegato decente alle camere, quindi l’ultima volta per senso civico e alto amore della patri: MI SONO ASTENUTA.

  3. Mah, astenersi è come votare per tutti, o meglio lasciare che scelgano gli altri: Silvio 50%, Veltroni 40%, e via così.

    Tu hai ragione: la politica è demeritocratica, ma evitiamo di portare la demeritocrazia anche tra gli elettori: se i migliori non vanno a votare, la politica peggiorerà ancora, e non ce lo possiamo permettere.

    C’è sempre qualcuno meno ladro, meno incapace, meno poltronista, meno improglione o (al limite) meno Berlusconi. Anche Michael Moore alla fine ha votato per Obama, nonostante tutte le sue critiche al PD americano…

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